La natura non reagisce a tutto: l’arte di custodire la propria energia
Viviamo in un tempo che ci spinge continuamente a reagire, consumando inutilmente la nostra energia.
Reagire alle notizie, ai commenti, alle opinioni degli altri. Reagire alle provocazioni, alle aspettative, ai conflitti. Come se il valore di una persona dipendesse dalla sua capacità di avere sempre una risposta, sempre una posizione, sempre una spiegazione.
Se osserviamo bene, scopriamo che la natura non reagisce a tutto:
Un albero non smette di crescere perché qualcuno gli spezza un ramo.
Un fiume non cambia direzione ogni volta che incontra un sasso.
Una pianta non interrompe la propria fioritura perché intorno a lei cresce l’erba (anche se, in questo caso, dipende).
La natura distingue ciò che merita energia da ciò che semplicemente attraversa il suo cammino. E anche noi dovremmo imparare questa importante differenza.
Viviamo spesso come se ogni parola, ogni comportamento scorretto, ogni giudizio richiedesse una parte di noi. Ma la nostra attenzione è una risorsa limitata. Ogni volta che la consegniamo a qualcosa che non possiamo cambiare, stiamo sottraendo energia a ciò che invece può davvero crescere.
Questo non significa diventare indifferenti. La natura non è indifferente, anzi è profondamente presente. Ma essere presenti non significa caricarsi di tutto.
Esiste una forma di saggezza che consiste nel riconoscere ciò che ci appartiene e ciò che appartiene agli altri.
Le parole di una persona parlano prima di tutto del suo mondo interiore.
Le nostre risposte, invece, costruiscono il nostro.
Così come i cicli delle stagioni, della natura, del tempo e della vita, ve n’è uno più piccolo, che attraversiamo quotidianamente: quello dell’energia.
Ogni mattina disponiamo di una certa quantità di attenzione, lucidità e presenza.
La domanda non è soltanto come la useremo, ma a chi la consegneremo.
Non possiamo essere sempre calmi o sempre gentili, ma possiamo imparare a custodire ciò che è prezioso.
Ci sono semi che non germogliano. E alcuni rami, semplicemente, smettono di crescere.
Ecco, anche la natura lo fa: seleziona. Non per egoismo, bensì per equilibrio.
Forse possiamo concederci lo stesso diritto.
Smettere per esempio di:
spiegarci a chi non desidera comprendere.
discutere quando il dialogo è impossibile.
portare sulle spalle pesi che non ci appartengono.
Come ogni ecosistema, anche noi abbiamo bisogno di proteggere le nostre risorse.
Non per chiuderci al mondo, ma per poter continuare a farne parte senza esaurirci.
La prossima volta che sentirai il bisogno di reagire immediatamente, prova a fare qualcosa di diverso.
Fermati.
Respira.
Guarda fuori dalla finestra, oppure osserva una pianta, un albero, una nuvola. E chiediti:
Questa situazione merita davvero la mia energia, oppure sta solo chiedendo una mia reazione?
Le due cose non sono sempre la stessa cosa.
E imparare a distinguerle può cambiare il modo in cui abitiamo le nostre giornate.
La natura non ci insegna soltanto a crescere, ma anche a conservare la forza necessaria per continuare a farlo.
Fonte immagine: www.magnific.com


